23/05/2008

LE DRAMMATICHE IMMAGINI DELLO STRARIPAMENTO DEL FIUME ANIENE

 
 Ecco alcune immagini tratte dal sito "La Repubblica.it". Il tratto del fiume Aniene più vicino alla città ha superato i normali livelli, allagando strade e centinaia di ettari di terreno. Attivata un´unità di crisi della Protezione civile. Per allagamenti sfollati in tutto, questa notte, un centinaio di persone. A Montesacro evacuate 5 famiglie. Sull'Aniene situazione di attenzione ma in leggero miglioramento: scende il livello del fiume a monte, mentre i livelli restano sopra le medie verso la confluenza con il Tevere
 
 

 

 

 

 

 

Dall'elicottero dei vigili del fuoco l'area a valle di Tivoli è un grande lago di fango. Che ha distrutto attività commerciali e gettato nella disperazione centinaia di persone, costrette a lasciare le case invase dall'acqua. Il giorno dopo la grande alluvione si contano i danni di 48 ore da incubo. La pioggia incessante e la potenza dell'Aniene che ha rotto gli argini e allagato Ponte Lucano, via Maremmana, l'intero quartiere di Albuccione.

Mentre la situazione sta via via migliorando per l'amministrazione di Tivoli non c'è dubbio: è calamità naturale. La stessa richiesta è stata avanzata anche per l'intera Valle dell'Aniene dal vice presidente del Consiglio regionale Carlo Lucherini. Per le strade di Albuccione vecchio ieri mattina c'era solo la disperazione di chi ha perso tutto.

Molte le famiglie - tutte quelle che abitano la parte finale di via Bellini e via Scarlatti - che in casa hanno ancora un metro d'acqua. Chi può, arriva a controllare camminando in quel mare di fango ed è un colpo al cuore: mobili e suppellettili galleggiano ormai irrecuperabili.

Non bastano nemmeno le rassicurazioni del vicesindaco Maria Vittoria Pepe, che dopo una nottata sul posto è ritornata per coordinare interventi e aiuti. Il Comune ha messo a disposizione camere d'albergo e pasti caldi. Quarantuno le persone ospitate. Molti altri, più di duecento, hanno optato per parenti e amici. Altri hanno dormito in auto per paura degli sciacalli.

«Tutto distrutto - urla una signora al civico 47 di via Bellini - Di alluvioni negli ultimi dieci anni ce ne sono state tre, ma niente di simile. L'acqua è arrivata come un'onda. In una ventina di minuti è salita di un metro e mezzo. Ora qui ci sarà da combattere pure con i topi. E' necessario disinfettare subito». Chi ha figli è doppiamente preoccupato.

«Stamattina - dice Giulia, tre bimbi - ho preferito mandare il più grande a scuola anche se non aveva più zaino e libri, andati persi. Siamo come sbandati e non sappiamo che fare». Sacrifici sfumati e grande paura. «L'acqua in casa mia - racconta Roberta Zito - è arrivata ad un metro e ottanta, solo cinque centimetri sotto la mia altezza. Ho fatto solo in tempo a portare fuori i miei tre figli».

Lo sanno bene gli uomini della protezione civile di Guidonia che hanno portato in salvo sul tetto dei pick up decine di persone e i vigili del fuoco che nei punti più critici - dove l'acqua aveva superato i due metri - hanno dovuto chiedere i rinforzi dei sommozzatori. Una corsa contro il tempo che è stata fatale a molti animali, soprattutto pecore e galline rimaste imprigionate senza scampo.

Ora il fiume fa più paura. «E' ora di costruire gli argini - attacca Sergio De Domicis, ex presidente di una delle cooperative agricole a cui furono assegnati i terreni dell’ex Istituto Santo Spirito, poi passati alla Regione - perché solo così potremmo ottenere la sanatoria e vivere sicuri». Ma non è semplice: quell'area è classificata come R4 e considerata "cassa di espansione" dell’Aniene.

Intanto nelle case allagate si sta lavorando con le idrovore mentre i pompieri hanno avviato le verifiche di stabilità.
        

(Fonte di ELENA CERAVOLO de "Il Messaggero" 23 Maggio 2008)

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