Roma, Il Car di Guidonia scopre due mosaici romani: “li abbiamo recuperati”

Il Car di Guidonia scopre due mosaici romani

“Restituiamo ai cittadini quello che abbiamo trovato” spiega Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del centro. Saranno esposti il 17 maggio con l’apertura della XXXI Conferenza della Unione mondiale dei mercati agroalimentari alla Fao

di PAOLO BOCCACCI

Decorazioni a festoni, immagini di tende e merlature. Ma anche figure simboliche che rievocano i lavori dei campi. Dopo un lungo restauro riemergeranno dalla storia due antichi mosaici romani, datati dal II al IV secolo dopo Cristo, dai colori ancora accesi, rossi e neri, nella grande aiuola davanti agli uffici direzionali del Car di Guidonia, i nuovi mercati generali di Roma. E saranno collocati in due locali di un impianto termale riaffiorato vicino a una fattoria dell’epoca, scoperta al momento dei lavori per la costruzione del Centro.

“Restituiamo a tutti quello che abbiamo trovato – spiega Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del Car, che si accinge a inaugurare la loro esposizione il 17 maggio con l’apertura della XXXI Conferenza della Unione mondiale dei mercati agroalimentari alla Fao – Vogliamo promuovere il luogo che ci ospita e la sua antica vocazione agroalimentare”.

Ma già ora nel piccolo cantiere tra gli ulivi si alzano le antiche pareti del “laconicum”, una sorta di sauna per la quale i mosaici erano stati realizzati. Le terme erano accanto alla Villa dei Gallonii, chiamata anche dell’Ercole Fanciullo, scavata dalla Soprintendenza archeologica del Lazio guidata  dall’archeologo Zaccaria Mari. Era una residenza e un’azienda agricola lungo la Tiburtina, con un allacciamento idrico all’Aniene per alcune “pescinae”, vasche dove si allevavano i pesci.

“I tesori storico-archeologici – conclude il dg Pallottini – rafforzano l’identità di un territorio. Per ora non abbiamo mezzi per rendere accessibile anche la Villa dei Gallonii, ma con la Soprintendenza cercheremo sponsor che ci aiutino a valorizzarla”.

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